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23 edizioni dal mercoledì 23 settembre 2026

48 notizie / Marketing / Globale / pagina 2 di 2 · azzera i filtri

strategia / harvard business review

HBR: con l'AI il vantaggio competitivo passa dall'esecuzione alla verifica

In un articolo di Tom Stackpole, technology editor di Harvard Business Review, il ricercatore del MIT Christian Catalini sostiene che, quando l'AI rende l'esecuzione economica, la capacità scarsa e preziosa diventa la verifica: le aziende di successo dovranno funzionare come «verification factories» (fabbriche di verifica) per proteggere i propri asset critici. La sintesi di HBR è netta: “Your competitive edge lies in the ability to verify AI's output” (il vantaggio competitivo sta nella capacità di verificare ciò che l'AI produce); il pezzo richiama anche uno studio BCG su oltre 1.000 dipendenti statunitensi sul peso del racconto della leadership nell'adozione dell'AI.

Lettura strategica: Nei team marketing che adottano l'AI generativa conviene investire in controllo qualità, fact-checking e brand governance quanto negli strumenti di produzione.

Tendenze e opinioni · GlobaleHarvard Business Review · 6 ott · fonte (apre il sito di Harvard Business Review) ↗
strategia / marketing week

JP Castlin: l'ossessione per l'ottimizzazione sta svuotando il marketing

Nella sua rubrica su Marketing Week, JP Castlin sostiene che la logica dell'efficienza ha trasferito il controllo dai marketer ai sistemi algoritmici, facendo apparire come spreco elementi non misurabili come coerenza di marca, qualità creativa e relazioni con i clienti; l'automazione con l'AI, che obbliga a definire metriche di successo, rischia di amplificare il problema. La tesi è riassunta così: “An accurate estimate of one effect does not establish the value of everything that produced it” (una stima accurata di un effetto non stabilisce il valore di tutto ciò che lo ha prodotto).

Lettura strategica: Prima di delegare le campagne a sistemi automatici occorre definire che cosa il marketing deve ottenere, altrimenti l'AI ottimizzerà metriche comode come click e ROAS invece di quelle rilevanti.

Tendenze e opinioni · GlobaleMarketing Week · 6 ott · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
strategia / marketing week

I brand possono fare a meno dello scopo, non della responsabilità

Su Marketing Week Andrew Geoghegan sostiene che il ritiro dell'industria dal brand purpose può essere giustificato, ma non esonera le marche dalle responsabilità sul proprio impatto sociale. Indica quattro ambiti: sapere chi si influenza ed evitare targeting inappropriati, valutare gli ambienti media oltre a copertura e costo, riconoscere che il marketing modella la cultura attraverso stereotipi e comportamenti, garantire coerenza tra valori dichiarati e pratiche aziendali; critica inoltre il rapido abbandono degli impegni DEI ed ESG al cambiare del clima politico. La tesi: «we should not confuse the limitations of 'brand purpose' with the more fundamental question of what responsibilities come with having a brand in the first place» (non dobbiamo confondere i limiti del brand purpose con la questione più fondamentale delle responsabilità che comporta avere un marchio).

Lettura strategica: Più che manifesti valoriali servono regole operative su targeting, scelta dei contesti e coerenza tra promessa e comportamento aziendale: è lì che la reputazione si misura e si difende.

Tendenze e opinioni · GlobaleMarketing Week · 5 ott · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
strategia / primaonline

Netflix rallenta e cambia metrica: meno ore, più ricavi e live

Al summit Bloomberg Screentime il co-CEO Ted Sarandos ha ammesso che "Netflix non sta crescendo come vorremmo": le ore di visione globali sono salite solo del 2% nel primo semestre 2026. L'azienda destinerà alla programmazione live, come le partite NFL, circa il 5% di un budget annuo per i contenuti di circa 20 miliardi di dollari: oggi il live vale appena l'1% dell'engagement, ma è considerato essenziale per acquisire abbonati e trattenere gli inserzionisti. Dal 2027 i dati di visione saranno pubblicati una sola volta l'anno, per spostare l'attenzione degli investitori su ricavi e utile operativo.

Lettura strategica: Quando il tempo speso smette di crescere il valore si sposta sugli eventi che creano appuntamento e sui KPI di ricavo: una lezione per ogni brand che misura ancora il successo in volumi di attenzione invece che in valore generato.

Mosse di mercato · GlobalePrimaonline · 4 ott · fonte (apre il sito di Primaonline) ↗
marketing / italpress

Brad Pitt volto globale della nuova Mercedes-AMG GT Coupé 4

Mercedes-AMG ha avviato in ottobre la campagna internazionale "Too Hard to Resist", con Brad Pitt ambassador della nuova GT Coupé 4 presentata in anteprima mondiale a Los Angeles a maggio. Il racconto gioca sul contrasto tra la messa in scena di una produzione hollywoodiana e il desiderio spontaneo di guidare, con l'attore come incarnazione di ambizione e prestazioni, valori centrali per il marchio; il messaggio chiave è un'auto progettata "non soltanto per essere ammirata, ma anche per essere guidata".

Lettura strategica: Nel lusso automobilistico la celebrity rende quando incarna il posizionamento invece di limitarsi a garantirne la visibilità: il casting va scelto sui valori di marca, non sulla sola notorietà.

Campagne e casi · GlobaleItalpress · 3 ott · fonte (apre il sito di Italpress) ↗
strategia / harvard business review

Dati sui clienti abbondanti, decisioni ancora guidate dall'intuito

Adi Ignatius presenta su HBR una ricerca durata sette anni su 72 aziende di diversi settori, condotta da Vikas Mittal, Alessandro Piazza, Sonam Singh e Ashwin Malshe: le imprese raccolgono molti dati sui clienti, ma i dirigenti continuano a privilegiare l'intuito rispetto all'analisi statistica. Secondo lo studio "too many executives rely excessively on intuition and personal experience instead of rigorous statistical models" (troppi dirigenti si affidano eccessivamente all'intuito e all'esperienza personale invece che a modelli statistici rigorosi).

Lettura strategica: Il vantaggio non sta nel raccogliere più dati ma nel collegarli alle decisioni: servono modelli predittivi condivisi e processi che obblighino a confrontare l'intuizione con le evidenze prima di allocare il budget.

Dati e ricerche · GlobaleHarvard Business Review · 2 ott · fonte (apre il sito di Harvard Business Review) ↗
strategia / harvard business review

Con l'AI il vantaggio si sposta dalla produzione alla verifica

Su Harvard Business Review Christian Catalini (MIT) sostiene che, con la generazione di contenuti resa abbondante ed economica dall'AI, le organizzazioni devono diventare "verification factories" (fabbriche di verifica), capaci di validare e garantire gli output: gli asset decisivi sono una verità di riferimento proprietaria e talenti specializzati. Molte aziende rischiano di distruggerli automatizzando proprio le competenze che servono a controllare l'AI; la sintesi dell'autore è che "when execution is cheap, verification becomes more valuable" (quando l'esecuzione costa poco, la verifica vale di più).

Lettura strategica: Nei team di marketing va preservata la competenza senior che valida dati, claim e creatività prodotti dall'AI: è il presidio che protegge brand e conformità, non un costo da comprimere.

Tendenze e opinioni · GlobaleHarvard Business Review · 2 ott · fonte (apre il sito di Harvard Business Review) ↗
marketing / adweek

Amex trasforma il fandom di Harry Styles in un vantaggio per i soci

American Express amplia la strategia sulla musica con una partnership legata al tour "Together, Together" e al nuovo album di Harry Styles: pop-up in 16 città, prevendita dei biglietti, merchandising esclusivo e un concorso globale per i titolari di carta in 26 Paesi. L'accordo si aggiunge a un portafoglio che comprende Olivia Rodrigo, Gracie Abrams, Billie Eilish e Tate McRae; oltre il 70% dell'engagement nelle attivazioni Amex arriva da Gen Z e millennial. Per Bess Spaeth, EVP global brand management, l'obiettivo è "unlock access for members that only Amex can provide" (offrire ai soci un accesso che solo Amex può garantire).

Lettura strategica: Il fandom diventa un benefit di membership: per i brand con programmi fedeltà l'accesso esclusivo a momenti culturali vale più dello sconto e rafforza il legame con i segmenti più giovani.

Campagne e casi · GlobaleAdweek · 2 ott · fonte (apre il sito di Adweek) ↗
marketing / marketing week

Nike alza gli investimenti di marketing mentre i ricavi calano

Nell'ultimo trimestre Nike ha registrato ricavi in calo del 4% a 11,2 miliardi di dollari, con la Cina a -22% e un utile netto di 712 milioni (-2%), ma ha aumentato del 5% la spesa di demand creation, a 1,3 miliardi. Il CEO Elliott Hill affianca a un piano di riduzione dei costi da 2,5 miliardi in cinque anni la scelta di "redirecting investment toward the areas most critical to winning" (riorientare gli investimenti verso le aree più decisive per vincere): innovazione di prodotto, brand storytelling, relazione con il consumatore e sport. Le categorie performance (calcio, running, basket e tennis) crescono a una cifra alta.

Lettura strategica: Nei turnaround il brand non è la prima voce da tagliare: la disciplina sui costi va concentrata su complessità e canali poco produttivi, proteggendo la domanda di lungo periodo.

Mosse di mercato · GlobaleMarketing Week · 2 ott · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
ai / techcrunch

ChatGPT introduce la prova virtuale dei capi e una lista preferiti

OpenAI ha esteso a livello globale due funzioni di shopping in ChatGPT: la prova virtuale, che consente di caricare un selfie o una foto a figura intera per vedere indossati capi e accessori tramite un pulsante "try on" nei risultati, e una libreria Favorites per salvare i prodotti. Le funzioni si basano sul modello ChatGPT Images 2.5 e segnano, secondo TechCrunch, un rilancio nell'e-commerce dopo l'abbandono del checkout istantaneo all'inizio del 2026.

Lettura strategica: Per moda e accessori la scoperta si sposta nell'interfaccia conversazionale: schede prodotto, immagini e dati di catalogo vanno strutturati per essere letti e rappresentati correttamente dagli assistenti AI.

Lancio e prodotto · GlobaleTechCrunch · 1 ott · fonte (apre il sito di TechCrunch) ↗
marketing / marketing week

Gartner: entro il 2030 l'AI cancellerà i ruoli junior del marketing

Secondo una ricerca Gartner su 1.300 responsabili marketing, ripresa da Marketing Week, l'AI permetterà alla maggior parte dei team ad alte prestazioni di "eliminate the traditional bottom rungs of the corporate ladder" (eliminare i tradizionali gradini più bassi della scala aziendale) entro il 2030. Il 18% dei leader ha già eliminato ruoli entry-level per effetto dell'automazione e il 16% ne ha creati di nuovi; nella Career & Salary Survey di Marketing Week il 66,5% dei rispondenti segnala un gap di competenze AI nel proprio team.

Lettura strategica: Senza ruoli junior si interrompe la filiera che forma i futuri senior: conviene ridisegnare i percorsi di ingresso attorno a giudizio, comunicazione e supervisione dell'AI, selezionando i candidati su come ragionano più che su cosa sanno.

Dati e ricerche · GlobaleMarketing Week · 30 set · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
strategia / pambianconews

L'AI riscrive lo shopping e mette a rischio il rapporto brand-cliente

Pambianconews mette in fila i segnali del cambiamento: secondo Adobe Analytics le ricerche di shopping sulle piattaforme di AI generativa sono cresciute del 4.700% tra 2024 e 2025, mentre per uno studio Adyen il 43% degli italiani affiderebbe a un assistente AI l'intero processo d'acquisto. Uno studio della Cornell University (giugno 2026) misura nei motori di ricerca AI una visibilità del 73% per i brand globali, del 44% per quelli di fascia media e dell'11% per quelli di nicchia; per Luca Tonello (Deda Stealth) l'AI sta diventando il nuovo intermediario tra brand e cliente.

Lettura strategica: Il mid-market è il segmento più esposto: proprietà dei dati, coerenza delle informazioni di prodotto su tutti i canali e presidio della visibilità nelle risposte AI diventano scelte di posizionamento, non solo tecniche.

Tendenze e opinioni · ItaliaPambianconews · 30 set · fonte (apre il sito di Pambianconews) ↗
marketing / world federation of advertisers

WFA: il 96% dei grandi brand usa già l'AI nel marketing

La World Federation of Advertisers, in un'indagine su 46 grandi inserzionisti, rileva che il 96% impiega AI generativa o agentica, contro il 45% del 2023: l'80% la usa per creare contenuti, il 72% per ricerca e insight, il 54% nel media buying. Restano zone d'ombra: solo il 13% ha visibilità sull'uso dell'AI da parte delle agenzie e appena l'8% ha una strategia chiara per la reperibilità del brand nelle risposte AI, pur monitorandola nel 73% dei casi. Per il CEO Stephan Loerke l'AI è passata "from nice to have into a competitive advantage" (da optional a vantaggio competitivo).

Lettura strategica: Il differenziale non è più adottare l'AI ma governarla: clausole contrattuali con le agenzie, KPI di efficacia e una strategia di visibilità nei motori generativi sono le aree su cui intervenire subito.

Dati e ricerche · GlobaleWorld Federation of Advertisers · 30 set · fonte (apre il sito di World Federation of Advertisers) ↗
strategia / marketing week

Forrester: nel B2B la ricerca cala in quantità, sale in qualità

Al B2B Forum di Forrester è emerso che le risposte dirette dell'AI potrebbero ridurre il traffico web B2B del 50-75% in 12-18 mesi, ma che il traffico proveniente dagli LLM converte tre-quattro volte di più. Secondo Semrush il 90% delle persone usa un LLM insieme a un motore di ricerca tradizionale; l'analista Nicky Briggs sintetizza: "Quantity down, quality up" (meno quantità, più qualità).

Lettura strategica: Le metriche SEO basate sul ranking vanno affiancate da indicatori di presenza nelle risposte AI, citazioni di terze parti e menzioni dei concorrenti, con una strategia di autorevolezza distribuita su più piattaforme.

Dati e ricerche · GlobaleMarketing Week · 29 set · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
strategia / marketing dive

Gartner: i CMO devono ripensare i ruoli junior nell'era dell'AI

Un'indagine Gartner su 1.303 leader di marketing (gennaio-aprile 2026) rileva che il 18% ha già eliminato posizioni a causa dell'AI, il 16% ne ha create di nuove e il 31% ha ridisegnato funzioni esistenti; entro il 2030 la maggior parte dei team ad alte prestazioni dovrebbe superare i ruoli entry-level tradizionali. Gartner sconsiglia di tagliare la pipeline junior e suggerisce di esporre prima i giovani a lavoro di valore, per sviluppare "judgment, strategic thinking and AI orchestration skills" (giudizio, pensiero strategico e capacità di orchestrare l'AI).

Lettura strategica: Chi smantella i ruoli junior per risparmiare oggi rischia di non avere i senior di domani: i percorsi di crescita vanno ridisegnati attorno alla valutazione degli output AI e al legame con i risultati di business.

Dati e ricerche · GlobaleMarketing Dive · 29 set · fonte (apre il sito di Marketing Dive) ↗
export / engage

FlixBus sceglie Mother per un brand globale in oltre 40 mercati

FlixBus ha nominato Mother agenzia creativa globale con il compito di sviluppare una nuova piattaforma di marca che rafforzi il posizionamento negli oltre 40 mercati in cui opera. La scelta accompagna l'espansione del gruppo Flix (FlixBus, Kamil Koç, Greyhound, FlixTrain) che, dopo Europa, Nord America e Turchia, sta crescendo in Sud America e Asia-Pacifico; per il VP marketing Alexander Schlüter l'obiettivo è costruire un brand di cui le persone si fidino e che amino, ovunque viaggino.

Lettura strategica: Nell'ingresso in nuovi mercati la notorietà non nasce solo dalla rete di servizio: un'identità globale coerente, declinata localmente, riduce i costi di lancio e accelera la fiducia dove il brand è ancora sconosciuto.

Mosse di mercato · GlobaleEngage · 25 set · fonte (apre il sito di Engage) ↗
strategia / adexchanger

Lifesight rende open source Horizon, il motore previsionale oltre l'MMM

La piattaforma di misurazione Lifesight ha pubblicato su GitHub codice, metodologia, documentazione e benchmark di Horizon, strumento che prevede la domanda futura combinando più modelli di forecasting. L'obiettivo è superare il limite dei marketing mix model, efficaci nello spiegare cosa è successo ma meno nel suggerire cosa fare: per Ron Berman della Wharton "extrapolating from measurement models is usually accurate only for very small changes" (estrapolare dai modelli di misurazione è di solito accurato solo per variazioni molto piccole). La società ha istituito un comitato scientifico con accademici di Wharton per la revisione indipendente dei metodi, sulla scia di Meridian di Google e Robyn di Meta.

Lettura strategica: La misurazione open source abbassa le barriere per aziende medie e consulenti: il vantaggio competitivo si sposta dal possesso dello strumento alla qualità dei dati e alla capacità di tradurre le previsioni in decisioni di budget.

Lancio e prodotto · GlobaleAdExchanger · 25 set · fonte (apre il sito di AdExchanger) ↗
export / pambianconews

G.H. Bass apre il sito italiano: l'Italia è il quarto mercato

Per i 150 anni del marchio e i 90 del mocassino Weejuns, G.H. Bass, controllato dal gruppo americano G-III Apparel, annuncia un accordo di licenza settennale con Aldo Product Services per produzione, distribuzione ed e-commerce in Nord America e il lancio di un sito in lingua italiana su ghbass.eu. Il Regno Unito vale oltre metà del fatturato globale e l'Italia è il quarto mercato, con un peso del segmento donna superiore alla media di un business che a livello globale è maschile per il 70-80%; l'obiettivo è una distribuzione bilanciata tra i canali.

Lettura strategica: I marchi heritage internazionali trattano l'Italia come mercato da presidiare con canali diretti localizzati: per distributori e retailer italiani si aprono spazi di partnership, per i brand locali cresce la concorrenza nelle calzature classiche.

Mosse di mercato · ItaliaPambianconews · 25 set · fonte (apre il sito di Pambianconews) ↗
strategia / marketing week

Ipsos: pessimisti sul mondo, fiduciosi su sé stessi, divisi sull'AI

Il Global Trends Report di Ipsos, condotto in 38 mercati, rileva che solo il 24% degli intervistati è ottimista sul mondo (28% nel 2025) e il 36% sulla direzione del proprio Paese, mentre il 55% si aspetta un miglioramento della propria situazione personale; accelerano i trend Technowonder, Nouveau Nihilism ed Escape to Individualism, con consumatori sempre più orientati al presente e al controllo della propria vita. Il 56% ritiene che l'AI abbia un impatto positivo e il 35% no, ma negli Stati Uniti la quota positiva scende a un terzo e nel Regno Unito il saldo è negativo (-14), con scetticismo più alto tra i 16-34enni.

Lettura strategica: I messaggi che promettono controllo personale e risultati concreti a breve termine sono più credibili delle grandi narrazioni sul futuro; sull'AI conviene comunicare benefici tangibili e non la tecnologia in sé, soprattutto verso i più giovani.

Dati e ricerche · GlobaleMarketing Week · 24 set · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
strategia / marketing week

Hegarty: marketing ripetitivo e noioso, serve più gusto

In un'intervista a Marketing Week Sir John Hegarty sostiene che la creatività del marketing è peggiorata nell'ultimo decennio, con una produzione "repetitive, cliché, boring" (ripetitiva, banale, noiosa) che porta il pubblico a vivere la pubblicità come un fastidio. Il cofondatore di BBH attribuisce il problema a un eccesso di dati a scapito dell'immaginazione, ricorda che il 95% dei lanci di nuovi prodotti continua a fallire e indica nel gusto e nei manifesti di marca le leve per creare desiderio.

Lettura strategica: Con mercati saturi e acquisti media sempre più automatizzati, la distintività creativa è il vantaggio più difficile da replicare: i brief dovrebbero misurare l'originalità oltre all'efficienza.

Tendenze e opinioni · GlobaleMarketing Week · 23 set · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗
strategia / harvard business review

HBR: quattro mosse per trasformare l'AI in ritorno finanziario

Su Harvard Business Review David L. Rogers e Krishnan Sankaranarayanan osservano che molte aziende usano l'AI per opportunità a basso valore, come funzioni che al cliente non interessano o strumenti che fanno risparmiare tempo senza generare risparmi misurabili. Propongono quattro azioni: definire i driver di valore, concentrarsi sulla propria posizione nella catena del valore del settore, cercare le opportunità nel conto economico e stabilire in anticipo le misure del ritorno finanziario.

Lettura strategica: I progetti AI di marketing vanno scelti partendo dalle voci del conto economico che possono spostare, non dagli strumenti disponibili: è il linguaggio che ottiene il consenso del CFO.

Tendenze e opinioni · GlobaleHarvard Business Review · 23 set · fonte (apre il sito di Harvard Business Review) ↗
marketing / marketing brew

VML: l'82% dei consumatori usa l'AI, ma non per comprare

Il report di VML su 28.000 consumatori in 17 Paesi indica che l'82% usa l'AI nel 2026 (68% nel 2025), ma i motori AI pesano solo il 3,7% nella fase di ispirazione e il 2,7% in quella di acquisto. Nello stesso campione il 72% dichiara di dare più peso al prezzo e il 60% ha ridotto la spesa discrezionale.

Lettura strategica: La visibilità nelle risposte AI va costruita adesso, ma senza spostare budget dai canali che oggi convertono: l'AI è un canale emergente di scoperta, non ancora di vendita.

Dati e ricerche · GlobaleMarketing Brew · 22 set · fonte (apre il sito di Marketing Brew) ↗
strategia / marketing brew

Naming delle auto elettriche: dai codici ai nomi con significato

Marketing Brew ricostruisce l'evoluzione del naming EV: dai nomi legati alla sostenibilità come Leaf ai sistemi alfanumerici (Tesla Model S/3/X/Y, Volkswagen ID.4) fino a nomi concettuali come Ford Fathom, sviluppato in nove mesi di ricerca con consumatori e focus group. Chevrolet aggiunge "EV" a nomi noti, Cadillac usa nomi stilizzati come Lyriq e Optiq, Toyota ha semplificato bZ4X in bZ.

Lettura strategica: Il naming torna a essere una leva di posizionamento: i codici scalano bene ma non costruiscono narrativa, un compromesso da valutare in ogni architettura di marca.

Tendenze e opinioni · GlobaleMarketing Brew · 22 set · fonte (apre il sito di Marketing Brew) ↗
strategia / marketing week

Marketing e CFO: non basta parlare la lingua della finanza

Kyrsten Halley, ex marketing director di Aldi, sostiene su Marketing Week che imparare il lessico finanziario produce una fluidità superficiale che danneggia la credibilità in consiglio; servono proposte con ipotesi robuste, intervalli di confidenza e scenari negativi. La sintesi: "The room doesn't need you to sound like them. It needs you to have already done the thinking they were about to ask for." (La sala non ha bisogno che tu parli come loro, ma che tu abbia già fatto il ragionamento che stavano per chiederti.)

Lettura strategica: I business case di marketing vanno presentati con scenari e rischi quantificati: è questo, più del vocabolario, che sblocca il budget con il CFO.

Tendenze e opinioni · GlobaleMarketing Week · 22 set · fonte (apre il sito di Marketing Week) ↗