Meta respinge le accuse: Muse non legge i messaggi senza consenso
Il columnist di Inc. Jason Aten sostiene che l'agente Muse per Mac abbia letto i suoi messaggi privati con l'accesso completo al disco disattivato; Meta respinge l'accusa. Il portavoce Andy Stone afferma che l'integrazione con Messaggi è "entirely opt-in" (interamente su base volontaria) e richiede l'attivazione sia del Full Disk Access sia del connettore, mentre David Singleton di Meta Superintelligence Labs parla di tre livelli di autorizzazione non aggirabili. Il caso si somma a quello di un indirizzo condiviso da Muse durante una transazione su Marketplace.
So what?
Gli agenti AI delle piattaforme si avvicinano a dati sensibili: brand e PMI che li adottano devono definire policy su permessi e dati dei clienti prima dell'uso operativo.
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