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23 edizioni dal mercoledì 23 settembre 2026

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Grandi opere, imprese strette tra caro materiali e pagamenti lenti

Le imprese di costruzioni impegnate nelle grandi opere pubbliche stimano uno squilibrio di 3,8 miliardi di euro nel biennio 2024-2025: a fronte di circa 2 miliardi di richieste di adeguamento prezzi, il fondo del Ministero delle Infrastrutture dispone di 500 milioni, con un ammanco di 1,5 miliardi. Calcestruzzo, bitume, acciaio ed energia sono i rincari principali; con la riforma del 27 aprile, basata su indici Istat più granulari, un aumento del 10% delle materie prime si traduce in un ristoro effettivo intorno al 6%, e dal 2026 sono le singole stazioni appaltanti a dover finanziare gli adeguamenti.

Lettura strategica: Per le PMI della filiera edile, subappaltatori e fornitori compresi, il rischio è di liquidità prima che di domanda: servono monitoraggio dei crediti verso i committenti, clausole di revisione prezzi e un dialogo anticipato con le banche.

Dati e ricerche · ItaliaAdnkronos · 26 set · fonte (apre il sito di Adnkronos) ↗