Grandi opere, imprese strette tra caro materiali e pagamenti lenti
Le imprese di costruzioni impegnate nelle grandi opere pubbliche stimano uno squilibrio di 3,8 miliardi di euro nel biennio 2024-2025: a fronte di circa 2 miliardi di richieste di adeguamento prezzi, il fondo del Ministero delle Infrastrutture dispone di 500 milioni, con un ammanco di 1,5 miliardi. Calcestruzzo, bitume, acciaio ed energia sono i rincari principali; con la riforma del 27 aprile, basata su indici Istat più granulari, un aumento del 10% delle materie prime si traduce in un ristoro effettivo intorno al 6%, e dal 2026 sono le singole stazioni appaltanti a dover finanziare gli adeguamenti.
So what?
Per le PMI della filiera edile, subappaltatori e fornitori compresi, il rischio è di liquidità prima che di domanda: servono monitoraggio dei crediti verso i committenti, clausole di revisione prezzi e un dialogo anticipato con le banche.
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- Italia
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- Industria e manifattura
- Per chi conta
- Imprenditore e CEO di PMICFO
- Chi è coinvolto
- IstatMinistero delle Infrastrutture
Sintesi e lettura strategica generate con AI a partire dall'articolo originale, che resta la fonte di riferimento. Non costituiscono consulenza professionale.